Scrive Miriam Mafai su Repubblica del rapido dietro-front di Tremonti sul taglio di 130 milioni di euro alle scuole cattoliche, trasformato in un più generoso stanziamento a favore delle stesse. Dove si richiedevano fondi per la messa a norma delle scuole pubbliche si è detto no. Al Vaticano, un pronto sì.
La Mafai ricorda che l'articolo 33 della nostra Costituzione, ancora in vigore, afferma che "enti e privati hanno il diritto di istituire scuole e istituti di educazione senza oneri per lo Stato".
In un breve excursus sulla questione delle scuole cattoliche, ricorda che nel lontano 1964 un governo presieduto da Aldo Moro, venne battuto alla Camera e messo in crisi proprio per aver proposto un modesto finanziamento alle scuole materne private. Ricorda anche che furono il governo D'Alema e il suo ministro dell'Istruzione Luigi Berlinguer a volere, e far approvare, una legge sulla parità scolastica che prevede il finanziamento alle scuole private paritarie. Ed ecco che oggi Maria Pia Garavaglia, ministro dell'istruzione del governo ombra del Pd, e Antonio Rusconi, capogruppo del Pd in Commissione Istruzione al Senato hanno subito e con calore dichiarato di apprezzare le rassicurazioni fornite, a nome di Tremonti, dal sottosegretario Vegas. Chiedono inoltre che vengano garantiti pari diritti agli studenti e alle famiglie.
Evidentemente il Pd la pensa come il presidente della Federazione delle scuole cattoliche secondo il quale l’ostacolo al bonus per le scuole cattoliche è nell'articolo 33 della Costituzione.
Io non credo sia in discussione la validità e il ruolo di molte scuole cattoliche; molte famiglie si affidano alla scuola cattolica non tanto per una scelta religiosa ma sulla base del prestigio e delle garanzie che essa offre in molte situazioni. Eliminerei ogni forma di bonus a favore della gratuità dei libri di testo per ogni scuola della repubblica, e chiederei al Vaticano di pagarsi i suoi insegnanti di religione.
La quadratura del vertice
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